Il pregevole lavoro di Mandorla et al.1 in questo numero del Giornale è l'ulteriore testimonianza dello sforzo della parte più consapevole della comunità cardiologica di mettere riparo alla presente, vera pandemia che affligge il sistema sanitario, in maniera pervasiva e democratica: l'inappropriatezza. Troppi esami, troppi farmaci e troppi interventi chirurgici: una vera medicina dell'inutilità, che trova il suo paradigma proprio nella diagnostica per immagini in cardiologia2. Bombardamenti diagnostici a tappeto colpiscono l'inerme paziente, anche se è una vis grata puellae, violenza diagnostica gradita al paziente: il paziente dopo tutto è contento. Da parte sua, il medico adopera la diagnostica per immagini sia come scudo di medicina difensiva sia come salvagente culturale quando non sa che pesci prendere, cosa non rara nell'attuale pratica medica dell'ultraspecializzazione precoce, della fretta e dei volumi: "Un clinico annoiato, distratto e demotivato spara a 360 gradi richieste di esami strumentali, senza una precisa ipotesi diagnostica da perseguire, nella speranza che prima o poi qualche diagnosi finisca nella rete"3. Certamente non sempre e non per tutti è così, ma - ad essere sinceri - non raramente è proprio così.

La diagnostica per immagini al tempo della sostenibilità

Carpeggiani C;Picano E
2010

Abstract

Il pregevole lavoro di Mandorla et al.1 in questo numero del Giornale è l'ulteriore testimonianza dello sforzo della parte più consapevole della comunità cardiologica di mettere riparo alla presente, vera pandemia che affligge il sistema sanitario, in maniera pervasiva e democratica: l'inappropriatezza. Troppi esami, troppi farmaci e troppi interventi chirurgici: una vera medicina dell'inutilità, che trova il suo paradigma proprio nella diagnostica per immagini in cardiologia2. Bombardamenti diagnostici a tappeto colpiscono l'inerme paziente, anche se è una vis grata puellae, violenza diagnostica gradita al paziente: il paziente dopo tutto è contento. Da parte sua, il medico adopera la diagnostica per immagini sia come scudo di medicina difensiva sia come salvagente culturale quando non sa che pesci prendere, cosa non rara nell'attuale pratica medica dell'ultraspecializzazione precoce, della fretta e dei volumi: "Un clinico annoiato, distratto e demotivato spara a 360 gradi richieste di esami strumentali, senza una precisa ipotesi diagnostica da perseguire, nella speranza che prima o poi qualche diagnosi finisca nella rete"3. Certamente non sempre e non per tutti è così, ma - ad essere sinceri - non raramente è proprio così.
2010
Istituto di Fisiologia Clinica - IFC
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