Il settore della mangimistica basa la formulazione delle sue diete principalmente sull'utilizzo di fonti proteiche di origine vegetale (principalmente farina di estrazione di soia) e farine di pesce le quali però presentano problematiche legate al consumo di suolo, all'impatto sulla biodiversità e le comunità locali e per questo sono sovente considerate non più sostenibili (FAO, 2013). E' noto come la Comunità Europea sia fortemente deficitaria per quanto attiene il suo approvvigionamento in proteine e che importi oltre il 70% delle materie prime proteiche ad uso mangimistico. A seguito di queste considerazioni da alcuni anni la FAO promuove l'utilizzo degli insetti come fonte proteica alternativa per l'alimentazione dell'uomo e degli animali da reddito (FAO, 2013). Le farine di insetto sembrerebbero essere una buona soluzione alle problematiche delle materie prime convenzionali anche per la loro sostenibilità come mostrato in un recente studio condotto nell'ambito del progetto europeo ProteinInsect (2016). Dal punto di vista nutrizionale, la composizione chimica degli insetti risulta molto interessante. Essi infatti hanno un elevato tenore proteico che oscilla tra il 45 e il 70% e un contenuto lipidico variabile tra il 10 e il 40% (valori espressi sulla base della sostanza secca). I processi di lavorazione e raffinazione delle larve di insetto ottenute possono generare diverse tipologie di prodotti quali farine altamente proteiche ed oli da destinare all'alimentazione animale che sono stati recentemente sperimentate con successo nell'alimentazione di pesci (Henry et al., 2015; Gasco et al., 2016), avicoli (De Marco et al., 2015; Cullere et al., 2016; Schiavone et al., 2017) e suini (Veldkamp & Bosch., 2015). L'allevamento massale di insetti per la produzione di farine ha visto la ricerca orientarsi principalmente verso alcune specie: tarma della farina (Tenebrio molitor), mosca soldato (Hermetia illucens) e mosca domestica (Musca domestica). Ad oggi il più grande ostacolo alla produzione massale di farine di insetto in Europa risulta essere il regolamento 999/2001 entrato in vigore a seguito dell'emergenza dell'encefalopatia spongiforme bovina (BSE) e che ha vietato l'utilizzo delle proteine animali trasformate (PAT) per l'alimentazione degli animali da reddito in cui ricadono anche le farine di insetto. Una nuova bozza del regolamento, che entrerà in vigore dal 1 Luglio 2017 (Draft 10539/2016), definisce le linee guida sull'allevamento degli insetti elencando e aggiungendo nuovi prodotti all'elenco delle materie prime (EC/68/2013) utilizzabili nella mangimistica convenzionale e regolamenta la produzione di PAT a partire da insetti allevati. Per la produzione di PAT da insetto verranno applicate le norme vigenti che regolano la sicurezza dei processi di lavorazione (EC/1069/2009, Articolo 24; EC/ 142/2011, Sezione 1 Capitolo 2 Annesso X) già in vigore per le altre farine animali trasformate. Il settore degli allevamenti di insetti sembra quindi essere un settore promettente che vedrà probabilmente nei prossimi anni una crescita esponenziale anche dovuta al vuoto normativo che sarà presto colmato, si spera anche a livello nazionale.

L'utilizzo degli INSETTI nella zootecnia e attuale SITUAZIONE LEGISLATIVA

Gai F;
2017

Abstract

Il settore della mangimistica basa la formulazione delle sue diete principalmente sull'utilizzo di fonti proteiche di origine vegetale (principalmente farina di estrazione di soia) e farine di pesce le quali però presentano problematiche legate al consumo di suolo, all'impatto sulla biodiversità e le comunità locali e per questo sono sovente considerate non più sostenibili (FAO, 2013). E' noto come la Comunità Europea sia fortemente deficitaria per quanto attiene il suo approvvigionamento in proteine e che importi oltre il 70% delle materie prime proteiche ad uso mangimistico. A seguito di queste considerazioni da alcuni anni la FAO promuove l'utilizzo degli insetti come fonte proteica alternativa per l'alimentazione dell'uomo e degli animali da reddito (FAO, 2013). Le farine di insetto sembrerebbero essere una buona soluzione alle problematiche delle materie prime convenzionali anche per la loro sostenibilità come mostrato in un recente studio condotto nell'ambito del progetto europeo ProteinInsect (2016). Dal punto di vista nutrizionale, la composizione chimica degli insetti risulta molto interessante. Essi infatti hanno un elevato tenore proteico che oscilla tra il 45 e il 70% e un contenuto lipidico variabile tra il 10 e il 40% (valori espressi sulla base della sostanza secca). I processi di lavorazione e raffinazione delle larve di insetto ottenute possono generare diverse tipologie di prodotti quali farine altamente proteiche ed oli da destinare all'alimentazione animale che sono stati recentemente sperimentate con successo nell'alimentazione di pesci (Henry et al., 2015; Gasco et al., 2016), avicoli (De Marco et al., 2015; Cullere et al., 2016; Schiavone et al., 2017) e suini (Veldkamp & Bosch., 2015). L'allevamento massale di insetti per la produzione di farine ha visto la ricerca orientarsi principalmente verso alcune specie: tarma della farina (Tenebrio molitor), mosca soldato (Hermetia illucens) e mosca domestica (Musca domestica). Ad oggi il più grande ostacolo alla produzione massale di farine di insetto in Europa risulta essere il regolamento 999/2001 entrato in vigore a seguito dell'emergenza dell'encefalopatia spongiforme bovina (BSE) e che ha vietato l'utilizzo delle proteine animali trasformate (PAT) per l'alimentazione degli animali da reddito in cui ricadono anche le farine di insetto. Una nuova bozza del regolamento, che entrerà in vigore dal 1 Luglio 2017 (Draft 10539/2016), definisce le linee guida sull'allevamento degli insetti elencando e aggiungendo nuovi prodotti all'elenco delle materie prime (EC/68/2013) utilizzabili nella mangimistica convenzionale e regolamenta la produzione di PAT a partire da insetti allevati. Per la produzione di PAT da insetto verranno applicate le norme vigenti che regolano la sicurezza dei processi di lavorazione (EC/1069/2009, Articolo 24; EC/ 142/2011, Sezione 1 Capitolo 2 Annesso X) già in vigore per le altre farine animali trasformate. Il settore degli allevamenti di insetti sembra quindi essere un settore promettente che vedrà probabilmente nei prossimi anni una crescita esponenziale anche dovuta al vuoto normativo che sarà presto colmato, si spera anche a livello nazionale.
2017
Istituto di Scienze delle Produzioni Alimentari - ISPA
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14243/332387
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