Questo articolo si basa sui risultati di una ricerca2 condotta da dicembre 2020 a marzo 2021 su un campione, pari al 10%, rappresentativo dei 2.450 etiopici laziali tra uomini e donne di prima e seconda generazione. La totalità degli etiopici in Italia è di 6.897 persone3 . Lo studio si è avvalso di 245 questionari con domande chiuse e di 16 interviste4 : queste ultime sono state utilizzate per cogliere aspetti che richiedevano un livello di articolazione maggiore. Le domande del questionario, a risposta multipla, sono state finalizzate a cogliere aspetti legati al rapporto della comunità migrante con il cibo di origine e con la cultura di provenienza. I dati sono stati raccolti in un database affinché fossero facilmente computabili e risultasse agevole la loro elaborazione a diversi livelli e con diversi filtri. Le interviste sono state somministrate a persone rappresentative della comunità campione di prima e seconda generazione sia maschile che femminile. Tali interviste sono servite per approfondire temi quali le abitudini di acquisto dei prodotti alimentari, la maggiore o minore reperibilità di determinati ingredienti etiopici, le relazioni con la ristorazione di cucina italiana ed etiopica, le pratiche alimentari di singoli e gruppi, le questioni di genere, l’atteggiamento verso le ibridazioni gastronomiche e culturali. Il lavoro ha richiesto un lungo iter preparatorio anche per via delle difficoltà logistiche dovute alla pandemia Covid-19, che ha reso più difficili i contatti, accentuando la diffidenza da parte delle persone che hanno risposto a questionari e interviste. Si è resa necessaria la partecipazione di un’esperta mediatrice culturale etiopica per fronteggiare le difficoltà linguistiche: le domande del questionario sono state proposte in italiano e in inglese, ma in alcune situazioni sono stati necessari chiarimenti in amarico. I partecipanti al questionario e alle interviste sono stati informati circa l’obiettivo di questa ricerca, che avrebbe utilizzato le risposte fornite in forma anonima. La ricerca ha avuto come obiettivo quello di verificare quale sia il ruolo del cibo e in particolare della relazione tra cultura gastronomica d’origine e cultura gastronomica italiana, esaminando questo aspetto da diverse angolazioni. Quale ruolo giocano le competenze di origine e come si relazionano a quelle acquisite nella nuova realtà? Come il tema dinamico dell’identità si sviluppa in relazione alle abitudini alimentari, che sono al tempo stesso abitudini della quotidianità e della ritualità? L’ambito di studio e le fonti utilizzate si fondano su un approccio multidisciplinare che combina le metodologie delle scienze sociali con un’analisi socioeconomica del contesto culturale e un’analisi storica del rapporto di evoluzione tra Italia ed Etiopia inclusa la dimensione alimentare/gastronomica. Attraverso una combinazione di letteratura e questionari/interviste sono stati analizzati i seguenti punti: il rapporto storico tra Italia e Etiopia; il processo di acculturazione attraverso il cibo della comunità etiopica in Italia; la rappresentatività del cibo etiopico nello stare insieme; il concetto di qualità, di ciò che è buono e “autentico”.
Mangiando doro-wat e spaghetti: Un’emigrazione “alimentare” dall’Etiopia all’Italia
Alessandra Narciso
Primo
Writing – Original Draft Preparation
;
2022
Abstract
Questo articolo si basa sui risultati di una ricerca2 condotta da dicembre 2020 a marzo 2021 su un campione, pari al 10%, rappresentativo dei 2.450 etiopici laziali tra uomini e donne di prima e seconda generazione. La totalità degli etiopici in Italia è di 6.897 persone3 . Lo studio si è avvalso di 245 questionari con domande chiuse e di 16 interviste4 : queste ultime sono state utilizzate per cogliere aspetti che richiedevano un livello di articolazione maggiore. Le domande del questionario, a risposta multipla, sono state finalizzate a cogliere aspetti legati al rapporto della comunità migrante con il cibo di origine e con la cultura di provenienza. I dati sono stati raccolti in un database affinché fossero facilmente computabili e risultasse agevole la loro elaborazione a diversi livelli e con diversi filtri. Le interviste sono state somministrate a persone rappresentative della comunità campione di prima e seconda generazione sia maschile che femminile. Tali interviste sono servite per approfondire temi quali le abitudini di acquisto dei prodotti alimentari, la maggiore o minore reperibilità di determinati ingredienti etiopici, le relazioni con la ristorazione di cucina italiana ed etiopica, le pratiche alimentari di singoli e gruppi, le questioni di genere, l’atteggiamento verso le ibridazioni gastronomiche e culturali. Il lavoro ha richiesto un lungo iter preparatorio anche per via delle difficoltà logistiche dovute alla pandemia Covid-19, che ha reso più difficili i contatti, accentuando la diffidenza da parte delle persone che hanno risposto a questionari e interviste. Si è resa necessaria la partecipazione di un’esperta mediatrice culturale etiopica per fronteggiare le difficoltà linguistiche: le domande del questionario sono state proposte in italiano e in inglese, ma in alcune situazioni sono stati necessari chiarimenti in amarico. I partecipanti al questionario e alle interviste sono stati informati circa l’obiettivo di questa ricerca, che avrebbe utilizzato le risposte fornite in forma anonima. La ricerca ha avuto come obiettivo quello di verificare quale sia il ruolo del cibo e in particolare della relazione tra cultura gastronomica d’origine e cultura gastronomica italiana, esaminando questo aspetto da diverse angolazioni. Quale ruolo giocano le competenze di origine e come si relazionano a quelle acquisite nella nuova realtà? Come il tema dinamico dell’identità si sviluppa in relazione alle abitudini alimentari, che sono al tempo stesso abitudini della quotidianità e della ritualità? L’ambito di studio e le fonti utilizzate si fondano su un approccio multidisciplinare che combina le metodologie delle scienze sociali con un’analisi socioeconomica del contesto culturale e un’analisi storica del rapporto di evoluzione tra Italia ed Etiopia inclusa la dimensione alimentare/gastronomica. Attraverso una combinazione di letteratura e questionari/interviste sono stati analizzati i seguenti punti: il rapporto storico tra Italia e Etiopia; il processo di acculturazione attraverso il cibo della comunità etiopica in Italia; la rappresentatività del cibo etiopico nello stare insieme; il concetto di qualità, di ciò che è buono e “autentico”.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
Glocale_Narciso_Scaffidi.pdf
solo utenti autorizzati
Licenza:
Altro tipo di licenza
Dimensione
555.55 kB
Formato
Adobe PDF
|
555.55 kB | Adobe PDF | Visualizza/Apri Richiedi una copia |
I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


