Un’analisi di Stranger Things che ne mette in luce la forza narrativa e simbolica: dalla costruzione emotiva dei personaggi alla dimensione allegorica del “Sottosopra” come rimosso e trauma, fino ai limiti della razionalizzazione pseudo-scientifica introdotta nelle ultime stagioni. Al centro, il ruolo decisivo della musica — in particolare Running Up That Hill di Kate Bush — come dispositivo drammaturgico e come metafora del potere salvifico della memoria emotiva. In un panorama saturo di produzioni seriali, la serie dei fratelli Duffer emerge non per eccezionalità assoluta, ma per la capacità di intercettare corde profonde dell’esperienza adolescenziale e della nostalgia generazionale.

Stranger Things, tra mistero e (fanta)scienza

celi luciano
2026

Abstract

Un’analisi di Stranger Things che ne mette in luce la forza narrativa e simbolica: dalla costruzione emotiva dei personaggi alla dimensione allegorica del “Sottosopra” come rimosso e trauma, fino ai limiti della razionalizzazione pseudo-scientifica introdotta nelle ultime stagioni. Al centro, il ruolo decisivo della musica — in particolare Running Up That Hill di Kate Bush — come dispositivo drammaturgico e come metafora del potere salvifico della memoria emotiva. In un panorama saturo di produzioni seriali, la serie dei fratelli Duffer emerge non per eccezionalità assoluta, ma per la capacità di intercettare corde profonde dell’esperienza adolescenziale e della nostalgia generazionale.
2026
Istituto per i Processi Chimico-Fisici - IPCF - Sede Secondaria Pisa
nostalgia, trauma, musica
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14243/568083
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