L’articolo nasce dalla lettura di due recenti contributi del New York Times e del Washington Post dedicati alle nuove frontiere della selezione genetica degli embrioni e al crescente interesse, anche economico e culturale, verso forme di “ottimizzazione” della nascita. A partire da questi spunti di stretta attualità, il testo richiama la distopia di Gattaca come paradigma interpretativo del presente: ciò che il film immaginava come incubo futuribile sembra oggi riaffacciarsi nelle pratiche di screening genomico e nelle promesse delle startup biotecnologiche. L’articolo mette così in dialogo cronaca scientifica, bioetica e immaginario culturale, interrogando il confine tra prevenzione medica, selezione e nuove forme di eugenetica tecnologica.
Gattaca: quando la genetica incontra l’incubo distopico
celi luciano
2026
Abstract
L’articolo nasce dalla lettura di due recenti contributi del New York Times e del Washington Post dedicati alle nuove frontiere della selezione genetica degli embrioni e al crescente interesse, anche economico e culturale, verso forme di “ottimizzazione” della nascita. A partire da questi spunti di stretta attualità, il testo richiama la distopia di Gattaca come paradigma interpretativo del presente: ciò che il film immaginava come incubo futuribile sembra oggi riaffacciarsi nelle pratiche di screening genomico e nelle promesse delle startup biotecnologiche. L’articolo mette così in dialogo cronaca scientifica, bioetica e immaginario culturale, interrogando il confine tra prevenzione medica, selezione e nuove forme di eugenetica tecnologica.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


